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Marco Giorgio Bevilacqua

Frammenti di architettura nel ventennio fascista: introduzione

Marco Giorgio Bevilacqua, ingegnere dottore di ricerca, è ricercatore di Disegno (ICAR/17) presso l’Università di Pisa. La sua attività scientifica si colloca nell'ambito del Disegno e Rilievo dell'Architettura, con particolare attenzione ai temi del rilievo architettonico e urbano e alla comunicazione del patrimonio storico architettonico. E' docente dell'insegnamento di "Disegno dell'Architettura 2 e Metodi di Rilievo dell'Architettura" presso il Corso di Laurea in Ingegneria Edile Architettura dell'Università di Pisa.

Durante il ventennio fascista, lo stato identifica nell’architettura lo strumento più importante al quale affidare la propaganda della politica di regime. Nuovi edifici pubblici, infrastrutture, piani di riqualificazione urbana e territoriale fino alla fondazione ex-novo di città, tutto partecipa alla definizione del territorio e all’educazione delle generazioni future sotto il segno del fascio, come evidenzia Paolo Nicoloso nel suo saggio su “Mussolini Architetto” [P. NICOLOSO, Mussolini Architetto. Propaganda e paesaggio urbano nell’Italia fascista, Einaudi, Torino 2008].
Durante questa esperienza, vediamo impegnati giovani architetti e ingegneri - Giuseppe Terragni, Enrico Del Debbio, Marcello Piacentini, Ghino Venturi, per citarne alcuni – che ripensano l’Italia in chiave rinnovata e attraverso i quali si veicolano nella penisola i principi dell’architettura moderna internazionale, seppur condizionati dalle esigenze del potere.

Questo numero speciale di Hevelius' Webzine vuole testimoniare i risultati di alcune ricerche svolte su importanti esempi di architettura fascista sia in ambito regionale, che nazionale e internazionale.
Denise Ulivieri riporta con precisione i primi risultati di una sua ricerca sulla figura di Ghino Venturi, architetto, noto per i suoi progetti urbani a Livorno, tra i quali quello del nuovo ospedale cittadino.
Sempre in Toscana, Claudia Lamberti ci porta sul litorale pisano a Tirrenia che, dalla sua fondazione nel 1932, è oggetto di investimenti significativi sia per la realizzazione delle ben note colonie estive, sia per la costruzione degli studi cinematografici della Pisorno, questi ultimi su progetto di Antonio Valente.
Giovanni Santi propone un interessante studio di carattere tipologico sui Palazzi del Governo realizzati in molte città italiane durante il ventennio, concentrandosi in particolare sulla lettura di quello livornese, progettato dall'architetto Alberto Legnani e dall'ingegner Armando Sabatini.
Conclude Olimpia Niglio, che descrive gli ultimi anni dell’architetto Angiolo Mazzoni in Colombia, dove lavora alacremente a molti progetti, solo alcuni realizzati, come quello per il restauro della Chiesa Di San Francisco De Asís A Bogotá, oggetto di approfondimento dell’articolo.

“Frammenti di architettura”, quindi, che restituiscono nell’insieme una testimonianza inedita della produzione architettonica di quegli anni, oltre a quelli più conosciuti e già approfonditamente studiati.