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Laura Giacomini

La classificazione dei giardini secondo Gabriel Thouin: Les Plans Raisonnés de toutes les espèces de jardins (1820)

Fig. 1 - Tavola sinottica per la classificazione dei disversi generi di giardino (THOUIN 1820, p. 7)

“Notre but n’est point de nous occuper de la théorie de l’art de la composition des Jardins qui ayant été traitée dans beaucoup d’ouvrages (…), deviendrait ici superflue; mais nous avons cru qu’un ouvrage qui présenterait une suite de plans de toutes le sortes de Jardins, pourrait être utile et agreable au public” (THOUIN 1820, p. 7); Les Plans Raisonnés de toutes les espèces de jardins, come spiega il suo autore Gabriel Thouin (1754-1829), un “cultivateur et architecte de jardins” francese, si propone, infatti, come una sorta di manuale ove l’autore presenta tutta una serie di disegni, ossia modelli, non di portata teorica ma “fruit d’observations multipliées et d’une pratique de plus de 40 ans”, destinati a “propriétaires des diverses classes de fortune” (THOUIN 1820, p. 8 e 7) ma certamente attenti ai gusti e alle esigenze della borghesia, la classe emergente dell’epoca. Proprio il fatto di presentare immagini di giardini assai varie e stimolanti costituisce la particolarità del testo di Thouin se confrontato, come asserisce Conan, con quelli di Lalos De la composition des parcs et jardins pittoresque (1817) e di Bailly Manual complet théorique et pratique du jardinier (1824), pure essi rivolti alle nuove classi borghesi (CONAN 2002, p. 168-169). Questo fu anche il motivo che decretò la grande fortuna dell’opera che venne rieditata per ben tre volte mentre l’autore era ancora vivente: nel 1820, 1823 e 1828. Non mancano, comunque, tavole che si rivolgono “aux puissances de la terre”, riguardanti interventi di scala territoriale (THOUIN 1820, p. 8).
Le 57 litografie a colori del trattato di Thouin vanno ad illustrare i venticinque tipi di giardini che egli individua nella sua classificazione, analizzata nel breve testo introduttivo che accompagna le litografie ed esemplificata in una tavola sinottica che ricorda quelle pubblicate nelle settecentesche enciclopedie e ispirata ai metodi classificatori scientifici, adottati, ad esempio, in botanica per le piante: studi ben noti a Gabriel dato che il fratello André (1747-1824), cui dedicò i Plans, era un importante botanico e agronomo, capo giardiniere al Jardin du Roi, poi Jardin des plantes, nonché professore e responsabile del Museo di Storia Naturale ivi annesso (LETOUZEY 1989). Pur ispirandosi ai metodi scientifici, la classificazione messa a punto da Thouin non presenta in realtà né il rigore né la chiarezza richiesti alla scienza; ma Les Plans Raisonnés non era rivolto agli scienziati bensì ai possibili committenti di un architetto giardiniere, e infatti alcuni studiosi hanno interpretato la sua tavola sinottica come “un mero programma per l’azione” (VERCELLONI-VERCELLONI 2009, p. 155). Egli intendeva proporre tipologie di giardini che si potessero adattare sia alle “facultés du modeste habitant des campagnes“ sia a quelle degli “hommes les plus fortunés” (THOUIN 1820, p. 8), con particolare attenzione a giardini di dimensioni relativamente contenute convenienti alla ricca borghesia le cui abitazioni si concentravano nelle città e nei loro dintorni, non per niente Thouin viene ricordato “per aver avviato in Francia il cosidetto stile paysager moderne, tecnica di adattamento del giardino paesaggistico ai piccoli spazi della città”, tecnica poi approfondita da Charles Bailly allievo dei Thouin (PANZINI 1993, p. 195).
In questa ottica non stupisce il fatto che la maggiore attenzione dell’autore, considerati i quattro generi di giardini che egli distingue per funzioni, cioè économiques ou légumiers, fruitiers ou vergers, botanique e di plaisance ou d’agrément, ricada proprio su quest’ultimo genere cui dedica ben 36 tavole ove illustra modelli che assumono in prevalenza le forme di più o meno grandi giardini paesaggistici. Non disdegna, tuttavia, di suggerire anche una categoria di tali giardini che denomina symétriques, esemplificata da un giardino formale per case di città perfettamente simmetrico, regolare e suddiviso da assi rettilinei (fig. 2), dimostrando così la permanenza di un suo legame con la tradizione barocca francese, che ritorna negli esempi che propone per il giardino simmetrico pubblico e per quello simmetrico di palazzo, raffigurati rispettivamente dagli Champs Elisées e da Les Thuilieries, realtà che egli conosceva assai bene dato che durante l’Impero, nel 1812, era stato nominato ispettore degli Champs Elisées, dei viali des Invalides e dei Champs-de-Mars.

Fig. 2 - n. 15 Jardin symétrique de ville e n. 26 Jardin d’agrément
(THOUIN 1820)

A parte questi tre esempi tutti gli altri 33 giardini d’agrément presentano forme irregolari; essi sono suddivisi in due categorie: giardini di genere (cinesi, inglesi e fantastici) e naturali o paysager (campestri, silvestri, pastorali, romantici e parchi di cui propone come esempio un ingrandimento paesaggistico di dimensioni inusitate del parco di Versailles di Le Nôtre, cfr. VERCELLONI-VERCELLONI 2009, p. 121 e THOMPSON 2006, p. 326). Egli rivendica l’invenzione del giardino naturale al francese Charles Dufresny de la Rivière (1657-1724), sulla scia di quanto sostenuto da Latapie, Morel, Curten e molti altri (MOSSER 2001, I, p. 85-87); d’altronde anche in Italia si era cercato di togliere all’Inghilterra il primato della sua invenzione. Ippolito Pindemonte, facendo riferimento all’ambito letterario, indica il giardino di Armida descritto da Tasso nella Gerusalemme Liberata (1581-84) come il primo esempio di tali giardini, descrizione che precede di quasi un secolo quella dell’Eden di Milton (1667), “da Walpole additata come la più antica di un giardino irregolare” (AZZI VISENTINI 1999, p. 24; vedi anche DIONISIO 2006, p. 9).
Sebbene nel testo introduttivo Thouin spieghi le differenze che caratterizzano queste varie sotto categorie di giardini d’agrément, le tavole che allega rimandano a una grande uniformità, ove la principale differenziazione è data, oltre che dalle dimensioni comprese nella maggior parte dei casi tra 1 3/4 e 60 arpenti (arpento: di Parigi=3419mq, di acque e foreste=5107 mq; cfr. MARTINI 1883), dal diversificarsi degli elementi architettonici (puramente decorativi o rispondenti a necessità funzionali) che vanno a punteggiare il giardino, quali ponti, fontane, monumenti, false rovine, padiglioni, sedute, capanne, eremitaggi, chioschi. Elementi che vengono esemplificati nelle quattro tavole finali dei Plans e si ispirano o all’antichità greco-romana ed egizia, o al gusto delle rovine, o a modelli orientali cinesi e turchi, o al gotico, o al mondo rustico, nonché all’architettura olandese, tutti ambiti di interesse per i facoltosi committenti sullo scorcio del ‘700 (fig. 3); i proprietari avrebbero così potuto arricchire i loro giardini con elementi scelti al fine di “anchoring their family identities in a mythical description of some sort”, esigenza particolarmente sentita da quelle famiglie della borghesia che avevano preso parte alla rivoluzione francese (CONAN 2002, p.180).

Fig. 3 - n. 49 Jardin champètre e n. 55 Plans des Fabriques pour l’ornement des Jardins (THOUIN 1820)

Le peculiarità che accomunano questi giardini sono, invece, quelle legate al gusto e al modo di vita della borghesia francese e alle sue pratiche di divertimento, analizzati da Paulin Desormeaux nel suo Les Amusemens de la campagne pubblicato nel 1826. L’abitazione del proprietario, afferma Thouin, dovrà essere su un’altura e garantire dei punti di vista gradevoli sul giardino in modo da invitare alla passeggiata stimolando anche la curiosità per le architetture che lo adornano; i percorsi, che consentono alla famiglia borghese e ai suoi ospiti di passeggiare a piedi, in carrozza o a cavallo entro il giardino, una delle attività sociali più praticate all’epoca, sono disegnati da Thouin in modo tale da allungare il più possibile il tragitto e presentano curvature armoniose e dimensioni tali da rendere agevole il transito anche in calesse; le vie hanno varie diramazioni per garantire nonostante gli spazi ristretti una molteplicità di itinerari e sono strutturate in modo tale da garantire una varietà di esperienze visive e un senso di sorpresa e incertezza in chi le percorre in modo da evitare il più possibile un’esperienza monotona e potenzialmente noiosa; inoltre tutte le principali diramazioni si dirigono verso una precisa destinazione, rappresentata o da piccole costruzioni o da luoghi di sosta o da belvedere, che consentono di allargare lo sguardo anche sul paesaggio esterno alla proprietà. Questi luoghi rispondono alle diverse esigenze della vita sociale borghese, alcuni dei padiglioni sono adibiti a sale da ballo, da musica o sale da bigliardo, i laghi e i corsi d’acqua navigabili, quasi sempre presenti nei giardini disegnati da Thouin, consentono ai giovani di praticare il nuoto o di svolgere gite in barca, durante le quali si poteva dar corso al rituale del corteggiamento, favorito dalla presenza di anse nascoste alla vista da fitta vegetazione; la stessa possibilità era garantita da luoghi di sosta ombreggiati e appartati o dalla serra, una sorta di “prolungamento della dimora” ove si estendeva la “sfera del privato”, che era meta di passeggiate, e poteva venir “adibita a gabinetto di riposo, salottino di lettura, sala da pranzo, persino a sala da ballo” (CORBIN 2005, p. 267), o ancora dalla presenza di altalene, gioco anch’esso, nell’immaginario dell’epoca, legato al corteggiamento. Nei progetti di Thouin molti di questi luoghi erano abbelliti e ingentiliti da alberi o cespugli fioriti, inoltre aiuole fiorite dalle forme sinuose si accostavano alla casa e costeggiavano i viali; i fiori con i loro profumi, fortemente legati alla sfera del femminile, conquistano un posto importante nell’immaginario borghese ottocentesco e così il giardino, come lo stesso Thouin asserisce, deve divenire esperienza sensoriale completa che stimoli non solo la vista ma anche l’olfatto e il gusto: “Ceux-ci doivent présenter un marcher facile pour l’exercice de la promenade, une verdure qui repose et réjouisse la vue, en même temps que des fleurs qui l’attirent et la flattent, des odeurs qui captivent l’odorat, des fruits qui puissent satisfaire le goût” (THOIUN 1820, p. 8). Il richiamo ai frutti che dilettano il gusto evidenzia che il giardino borghese, specie se posto fuori città, era anche un luogo produttivo: l’agricoltura e una modesta attività di allevamento vi avevano luogo e queste attività, oltre a dilettare il proprietario, avevano anche una valenza economica; nei giardini d’agrément disegnati da Thouin si trovano infatti spesso inseriti, nel contesto paesaggistico sopra descritto, piccoli orti e frutteti, pollai, porcilaie, e sono citati anche greggi di pecore (Fig. 4; sulle tematiche qui trattate cfr: CONAN 2002; CORBIN 2005, pp. 251-285 e DE BOURGOING 2011).

Fig. 4 - n. 18 Jardin Romantique Chinois e n. 22 Jardin Silvestre
(THOUIN 1820)


Gli orti privati, che come visto accompagnano quasi sempre i giardini d’agrément, sono fatti rientrare da Thouin tra i giardini économiques ou légumiers, cui dedica 5 tavole; essi sono suddivisi in: marais, cioè grandi orti siti presso le città: rustici ove coltivare prodotti utili all’approvvigionamento dei mercati o per la coltivazione di ortaggi a couches, cloches ou chassis (in bacheca o cassone a letto caldo, campana o impanata); potagers, suddivisi in privati o ordinari, posti entro parchi e giardini pittoreschi, circondati da muri lungo i quali si pianteranno alberi da frutto o vigne, e grandi giardini con serre per primizie, serre per ananas e orangeries. In questi orti, che ospitano edifici utilitari e hanno dimensioni variabili tra 2 1/2 e 6 arpenti, prevale la disposizione regolare in grandi aiuole scandite da percorsi rettilinei e perpendicolari tra loro, che facilita la messa a cultura degli ortaggi e la disposizione delle serre; nonostante questo il Jardin de gros légumes, illustrato alla tavola 1 è suddiviso in grandi appezzamenti di terreno di forma irregolare definiti dalle linee sinuose dei viali, fiancheggiati da alberi da frutto o da vigne (fig. 5).

Fig. 5 - n. 1 Jardin de gros légumes e n. 4 Jardin potager de primeur
(THOUIN 1820)


Anche per i giardini detti fruitiers ou vergers (con dimensioni tra 2 1/2 e 8 arpenti) Thouin suggerisce che possano essere collocati entro parchi o giardini d’agrément; sono suddivisi in: agrestes, con disposizione in linea o a quinconce; e sottoposti a potatura (en quenouilles, en vases ou buissons e en éventail et espaliers, ossia rispettivamente a conocchia, a vaso o a cespuglio, a ventaglio e a spalliera). Dei cinque esempi di frutteti che Thouin propone tre presentano un tracciato irregolare scandito da percorsi sinuosi con gli alberi disposti liberamente entro i grandi settori delineati dai viali, mentre il frutteto disposto a quinconce e quello con alberi tagliati a spalliera e a ventaglio presentano, come richiesto dal tipo di impianto e di potatura, una disposizione regolare delle piante e una scansione in aiuole rettangolari; in alcuni di essi sono previsti oltre agli edifici utilitari anche alcuni elementi architettonici volti ad abbellirli: nella tavola 9 una torre gotica connessa all’abitazione del giardiniere permette di scoprire tutta la campagna circostante, mentre nella tavola 10 al centro del frutteto si trova una fontana ornata con la statua di Pomona, la dea dei frutti (Fig. 6).

Fig. 6 - n. 9 Jardin fruitier sujet à la taille en vases ou buissons e n. 10 Jardin fruitier sujet à la taille en espalier (THOUIN 1820)

Un ultimo genere individuato da Thouin è quello dei giardini botanici, suddivisi in: medicinaux, ossia medicinali, che possono essere o farmaceutici (il giardino di impianto irregolare di tavola 44), o farmaceutici di studio (il giardino di impianto simmetrico e regolare di tavola 45), che, come spiega nel commento alla tavola, devono comprendere una scuola di botanica ove i giovani verranno istruiti seguendo il metodo classificatorio di Tournefort-Guiart, esemplificato nello schema di pagina 16, considerato da Gabriel più adatto ai giovani che si avvicinano per la prima volta agli studi botanici che non quelli di Linneo o Jussieu (fig. 7); d’instructions, ossia didattici, suddivisi in quelli che contengono una sola categoria di piante, quelli generali e quelli per la naturalizzazione.

Fig. 7 - n. 11 Jardin Pharmaceutique e n.12 Jardin Pharmaceutique d’étude (THOUIN 1820)

I giardini d’instructions sono illustrati nei Plans da due tavole relative al Jardin des plantes di Parigi, l’una ne illustra lo stato di fatto con alcune modifiche, l’altra è un progetto di ingrandimento dello stesso (non realizzato); non si deve dimenticare che l’intera famiglia di Gabriel viveva in quel luogo nella casa destinata al fratello maggiore André, succeduto nella carica di capo giardiniere al padre, e che dunque Gabriel ne doveva conoscere bene la realtà come dimostra il fatto che André ricorda in una sua lettera, come il fratello si fosse dedicato a realizzare diversi progetti per migliorarne l’assetto (CONAN 2002, p. 166). Un’approfondita conoscenza da parte di Gabriel degli scritti teorici di André e la condivisione delle sue idee sull’utilità e sulle possibilità di utilizzo delle conoscenze botaniche, che coinvolgevano anche il campo socio-economico e politico, è testimoniata nella tavola relativa al giardino per la naturalizzazione, cui si devono anche accostare le altre due relative a una fattoria sperimentale per la naturalizzazione collocata in una colonia europea sita in una zona torrida (Fig. 8), il cui “programme [ricorda Gabriel] m’a été donné par mon frère M. André Thouin” (THOUIN 1820, p. 53).

Fig. 8 - n. 14 Jardin pour la Naturalisation e n. 52 Ile et Batimens de la Ferme expérimentale (THOUIN 1820)

In queste tavole Gabriel illustra graficamente ciò che André spiega teoricamente nel suo Cours de Culture et de naturalisation des Végétaux (1827); tra i due testi esiste una indubbia parentela intellettuale sebbene il Cour de Culture si occupi del giardino dal punto di vista scientifico mentre i Plans se ne occupino invece dal punto di vista della sua concezione spaziale, parentela intellettuale che viene evidenziata dall’editore della ristampa dei Plans del 1828, laddove scrive: “Deux frères, MM. André et Gabriel Thouin semblent s’être entendus pour réaliser le mot d’Horace, utile dulci” (su questi argomenti cfr.: CONAN 2004, pp. 395-96, da cui proviene la citazione, e 402-413).

Bibliografia essenziale:
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CONAN M., The Coming of Age of the Bourgeois Garden, in Tradition and Innovation in French Garden Art: Chapter of a New History, a cura di John Dixon e Michel Conan, Philadelphia 2002, pp. 160-183
CONAN M., Essais de poetique des jardins, Firenze 2004 (ivi L’utopie révolutionnaire d’André Thouin: le projet d’une ferme expérimentale dans la zone torride (1747-1824), pp. 385-413)
CORBIN A., Storia sociale degli odori, Bruno Mondadori, Milano 2005
DE BOURGOING C., Gabriel Thouin Toutes espèces de jardins, in Jardins romantiques français. Du jardin des Lumières au parc romantique 1770-1840, sous la direction de Catherine de Bourgoing, catalogue, Paris 2011, pp. 182-187
DIONISIO A., Dal paesaggio alla città. Teorie e progetti in Europa, Milano 2006 (ivi Arte del giardino, Arte del paesaggio: trattati e manuali in Europa nel XIX secolo, pp. 1-22)
LE DANTEC J.-P., Jardins et paysages. Textes critiques de l’antiquité à nos jours, Paris 2003 (ivi Plans raisonnés de toutes les espèces de jardins (1820), pp. 257-259)
LETOUZEY Y., Le jardin des plantes à la croisée des chemins avec André Thouin, 1747-1824, Paris 1989
MARTINI A., Manuale di Metrologia, ossia misure, pesi e monete in uso attualmente e anticamente presso tutti i popoli, Torino 1883
MOSSER M., Charles Dufresny de La Rivière, 1657-1724, in Créateurs de jardins et de paysages en France de la renaissance au XXIe siècle, a cura di Michel Racine, 2 voll., Versailles 2001, I, pp. 85-87
PANZINI F., Per i piaceri del popolo. L’evoluzione del giardino pubblico in Europa dalle origini al XX secolo, Bologna 1993
THOMPSON I.H., The Sun King’s garden: Louis XIV, André le Nôtre, and the creation of the gardens of Versailles, London 2006
THOUIN G., Plans raisonnés de toutes les espèces de jardins, Lebégue, Paris 1820
THOUIN G., Plans raisonnés de toutes les espèces de jardins, preface de Michel Conan, Paris 2004
VERCELLONI M.-VERCELLONI V., L’invenzione del giardino occidentale, Milano 2009 (ripresa e ampliamento di: VERCELLONI V., Atlante storico dell’idea del giardino europeo, Milano 1990)

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