La Città delle arti e delle scienze di Valencia di Santiago Calatrava.
Claudia Castiglioni
Santiago Calatrava, Città delle arti e delle scienze, veduta complessiva, Valencia
Claudia Castiglioni, laureata in Scienze dei Beni Culturali presso l'Università di Pisa, ha discusso una tesi in storia dell'architettura contemporanea con il Prof. Bonaccorso.
Nato il 28 luglio del 1951 a Benimamet, vicino a Valencia, l'architetto, ingegnere e artista, Santiago Calatrava Valls, si laurea in architettura nel 1974 e nel 1981 ottiene il dottorato in scienze tecniche presso il Politecnico Federale di Zurigo.
Con lo scopo di raggiungere la perfezione funzionale, nella realizzazione dell'opera architettonica, Calatrava cerca di trarre ispirazione e fondamento nei principi fondamentali dell'ingegneria, unendoli sapientemente all'uso della scultura e del disegno. Questi fattori risultano indispensabili per l'architetto spagnolo, in quanto gli consentono di dar vita allo sviluppo delle sue idee, il suo fare architettura è strettamente connesso agli elementi strutturali della natura, attraverso lo studio delle parti organiche, riesce a estrapolare i principi fondamentali applicabili nella realizzazione delle sue opere architettoniche. Si serve del corpo umano, attraverso lo studio delle ossa, dei muscoli e degli organi, per dar vita ad edifici autentici con strutture dotate di tecnologia innovativa.
L'indagine compiuta da Calatrava gli consente di dar vita alle sue creature, conferendo la mobilità dell'edificio, questo mediante l'apertura di finestre, porte e coperture non è più stabile, ma subisce delle variazioni strutturali in base alle necessità di utilizzo.
Santiago Calatrava nell'esecuzione del progetto per la Città delle arti e delle scienze di Valencia, ha cercato di far interagire tra loro le grandi tematiche dell'arte, della scienza e della natura in un ambiente strutturato in modo tale da favorire la divulgazione della cultura e del sapere.
Con l'intento di recuperare una vasta area della periferia orientale della città di Valencia, situata tra il fiume Turia e una grande autostrada, il governo locale e la comunità Valenciana proposero la realizzazione di un grande progetto, la Città delle arti e delle scienze. Il concorso, bandito dalla Generalitat Valenciana, viene aggiudicato nel 1991 da Santiago Calatrava. Un maestoso progetto architettonico volto a riqualificare, attraverso l'elemento “cultura”, 35 ettari di territorio, dando vita ad un percorso che collega la città con la costa di Valencia.
Il progetto originario, prevedeva la realizzazione di una torre per le comunicazioni, alta 382 m, caratterizzata dalla presenza di tre pilastri posti su una base triangolare di 41.820 mq, questa avrebbe costituito l'elemento principale del complesso ma a causa del mal contento da parte dell'amministrazione, tale proposta fu sostituita con la realizzazione del centro per la musica, la danza e il teatro inaugurato con il nome “Palazzo delle arti Reina Sofia”.
Questo illustre progetto fu accompagnato da “ l'Hemisferic”, dal “Museo della scienza principe Felipe”; da ”l'Umbracle”, da “l'Oceanografico” e dalla neonata “Agorà”.
L'EMISFERO
Santiago Calatrava, Emisfero e Palazzo delle arti Reina Sofia, Valencia
L'"hemisferic " rappresenta il primo edificio realizzato da Santiago Calatrava, tra il 1995 e il 1998, nella Città delle arti e delle scienze, interessando un area di 2.661 mq.
Come dimostrato dai disegni elaborati dall'architetto spagnolo, riportati nel “libro segreto”, il concepimento dell'idea che ha dato in seguito vita, alla realizzazione del progetto, trova ispirazione per la sua funzionalità e le sue caratteristiche nell'occhio umano.
L'edificio è caratterizzato da una struttura esterna, un rivestimento trasparente che ricorda la “palpebra oculare” di forma semisferica, lunga 110 m e larga 55.5 m. La struttura in cemento armato è composta da due archi che hanno il compito di sorreggere la struttura metallica e le lastre di vetro e permette il funzionamento delle parti mobili dell'elemento architettonico, attraverso il movimento di apertura che permette di mostrare il “planetario”, ovvero la semisfera in calcestruzzo situata al suo interno.
La presenza di uno specchio d'acqua che circonda l'intero complesso crea un immagine illusoria, in quanto ci fa percepire la visione di un occhio intero. Inoltre le vasche sono realizzate in vetro con l'obiettivo di lasciar subentrare la luce negli edifici sottostanti come la biblioteca, il ristorante e l'auditorium.
L'Emisfero offre due sistemi di proiezione in uno schermo concavo di 900 mq, il grande formato cinema IMAX dome e la rappresentazione astronomica con spettacoli di intrattenimento.
MUSEO DELLA SCIENZA PRINCIPE FELIPE
Santiago Calatrava, Museo della scienza principe Felipe, Valencia
Questo museo interattivo, che si estende su una superficie di 41.530 mq, è stato completato e inaugurato nel 2000. Si tratta di un centro dove l'apprendimento scientifico e tecnologico avviene tramite la sperimentazione, quindi attraverso l'utilizzo del tatto e dell'udito il pubblico interagisce e sperimenta con tutto ciò che è esposto, proprio per questo è vietato “non toccare”, con l'obiettivo di raggiungere la conoscenza attraverso il divertimento.
Dal punto di vista architettonico l'edificio la cui forma rimanda ad un onda, è articolato su tre piani e presenta una pianta rettangolare larga 104 e lunga 241 m.
Si distingue per la singolare ripetizione del modulo curvo lungo tutta la lunghezza dell'elemento architettonico e per la sua struttura in metallo e vetro che permette una naturale illuminazione al suo interno. Cinque alberi in cemento fungono da sostegno per la facciata e la copertura.
IL PALAZZO DELLE ARTI REINA SOFIA
Il palazzo delle arti Reina Sofia, rappresenta l'elemento principale dell'intero complesso valenciano. La sua realizzazione ha avuto origine dalla necessità di dar vita ad un luogo dedito alla divulgazione della musica, del teatro e della danza.
Santiago Calatrava, Palazzo delle arti Reina Sofia, Valencia
Inaugurato nel 2005, l'inconsueta struttura è generata dalla mente di un architetto che riconduce il suo modo di costruire a tutto ciò che lo circonda, quindi spaziando dalla natura al corpo umano. Proprio per questo l'Opera di Valencia può ricordare la struttura di un cranio, dove il teatro è raccolto tra due involucri di calcestruzzo limitatamente uniti tra loro e coperto da una lingua che raggiunge i 70 metri di altezza.
Il progetto è contrassegnato dalla presenza di quattro grandi sale dotate di sistemi tecnologici per la diffusione musicale e l'insonorizzazione delle singole strutture. L'elemento principale, collocato nel centro dell'edificio, ha la capacità di ospitare 1.706 persone ed è strutturato in modo tale da ottenere un'eccelsa resa acustica. Nella zona ovest del complesso, si presenta un auditorium di dimensioni inferiori rispetto al precedente, (accoglie fino a 400 persone) ed è dedicato alla musica da camera. La parte est, posta sotto uno dei due involucri che compongono l'edificio, ospita invece una sala di elevate dimensioni, pronta a contenere 1.520 spettatori e dedicata agli spettacoli teatrali. Un altro auditorium con una capacità di 400 posti e situato vicino al volume centrale del complesso è rivolto alla divulgazione del teatro e della danza sperimentale e presenta una galleria per le esposizioni di mostre temporanee.
L'UMBRACLE
Santiago Calatrava, Umbracle, Valencia
Questa innovativa struttura è stata elaborata da Santiago Calatrava con l'intento di soddisfare i bisogni relativi all'accoglienza turistica, mantenendo il legame con l'arte e la natura. L'umbracle è infatti un architettura che svolge la funzione di parcheggio al piano inferiore, (può ospitare fino a 690 autovetture e 20 pullman) ed è un punto di accesso alla “città delle arti e delle scienze”. Il piano superiore è stato elaborato come un ricco giardino e una galleria d'arte all'aperto caratterizzata da un esposizione di scultura contemporanea. Tutto questo è contenuto in un grandioso loggiato composto da 55 archi, lungo 320 m e largo 60. E' collocato di fianco all'autostrada e gode della vista del museo principe Felipe e dell'emisfero.
L'OCEANOGRAFICO
Oceanografico, Valencia
L'oceanografico del museo delle arti e delle scienze è stato inaugurato nel 2003 e rappresenta il più grande parco naturale d'Europa. Accoglie i principali ecosistemi marini del pianeta, permettendo al visitatore di sperimentare un confronto informativo e scientifico con l'ambiente marino mondiale.
L'AGORA'
Santiago Calatrava, Agorà, Valencia
Inaugurata nel novembre del 2009 in occasione dell'Open 500 di tennis di Valencia ma non ancora ultimata, l'Agorà di Santiago Calatrava rappresenta l'ultima architettura eseguita nella città delle arti e delle scienze di Valencia. E' collocata tra il ponte l'Assut de l'or (progettato dall'omonimo architetto) e l'oceanografico. Come suggerisce il nome, il progetto dell'agorà è stato pensato ed eseguito come una piazza coperta polivalente. Presenta una pianta ellittica e la parte superiore dell'edificio che ricorda le mani intrecciate è dotata di movimento per consentire un'illuminazione naturale.
Le fotografie della città delle arti e delle scienze sono state realizzate da Aldo BAZZICHI, laureando alla facoltà di scienze e tecnologie applicate dell'Università Guglielmo Marconi di Roma.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
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L.LEFAIVRE, A.TZONIS, Santiago Calatrava, MOTTA EDITORE, 2009.
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