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Palazzo Pretorio di Anghiari (Arezzo).
Il progetto di restauro e valutazione del rischio sismico


Olimpia Niglio, Alberto Parducci


Olimpia Niglio, architetto, PHD in Conservazione dei Beni Architettonici. Dal 2002 al 2009 ha insegnato presso l'Università di Pisa e dal 2008 è titolare della cattedra di Restauro Architettonico presso l'Università degli studi eCampus di Novedrate (Como). Dal 2006 insegna restauro architettonico presso l’Universidad de Ibagué (Colombia).

Alberto Parducci, ingegnere, Professore Ordinario di Tecnica delle Costruzioni, dal 2007 è Presidente del corso di laurea in Ingegneria Civile ed Ambientale dell’Università degli studi eCampus di Novedrate (Como). E’ professore di Costruzioni in zona sismica, settore nel quale ha realizzato molti progetti e prodotto numerose pubblicazioni scientifiche sia in ambito nazionale che internazionale.

Il presente contributo descrive le principali fasi che hanno caratterizzato il percorso progettuale iniziato nel settembre 2007 e che si è concluso nell’ottobre 2009 per il restauro di Palazzo Pretorio (sede comunale) di Anghiari in provincia di Arezzo.


Il centro storico di Anghiari (foto: Archivio Comune di Anghiari)

Gli edifici storici sono strutture realizzate in muratura e costituiscono un insieme molto complesso per quel che riguarda tanto le caratteristiche dei materiali, quanto le tipologie strutturali e le tecniche costruttive secondo le quali, quasi sempre in fasi successive, essi sono stati realizzati. Questa complessità fa si che l’analisi del loro comportamento strutturale e di conseguenza la valutazione del loro effettivo grado di sicurezza e di vulnerabilità nei confronti del rischio sismico, siano condizionate da numerose incertezze derivanti sia dai limiti posti dalle possibilità di accertamento delle proprietà meccaniche dei singoli elementi strutturali, sia dalle possibilità di accertamento riguardanti l'efficacia assicurata dalle reali condizioni di vincolo tra le singole parti che, interagendo, definiscono la capacità di risposta d'insieme dell'intero sistema che si oppone al sisma. Queste costruzioni sono state progettate quando ancora non erano noti i principi propri della meccanica dei materiali, né tanto meno quelli che governano la risposta delle strutture quando queste sono soggette agli attacchi di natura sismica. In genere, sono state realizzate con approcci di tipo empirico basati principalmente sull’intuizione e tramandati per tradizione, nonché sull’osservazione del comportamento delle costruzioni già realizzate. Quest'ultime però, sono state concepite in genere senza quegli specifici accorgimenti antisismici che dovrebbero essere dettati da una concezione dinamica delle risposte strutturali. Le esperienze di questo tipo, da sole, non hanno consentito pertanto di affinare metodi esecutivi e criteri di proporzionamento geometrico delle strutture che invece avrebbero dovuto tener conto di una risposta di natura sismica. Oggi, le tecniche impiegate e le regole dell’arte che sono state utilizzate nelle varie fasi costruttive di questi edifici possono essere riconosciute basandosi essenzialmente su un percorso di lettura diretta della fabbrica che trova i suoi presupposti nella storia ed in un dettagliato rilievo dello stato di fatto. Queste analisi preliminari consentono di affinare le conoscenze riguardanti l’uso dei materiali utilizzati, quasi sempre provenienti da risorse locali e quindi disponibili in zona, nonché la varietà delle soluzioni adottate che necessariamente si presentano in modo differenziato "caso per caso". Oltre alla conoscenza dettagliata della fabbrica, un altro riferimento importante è quello che le Linee Guida definiscono come collaudo della storia; ossia il fatto che una costruzione arrivata fino ad oggi si è tramandata nel corso degli anni ed in qualche modo ha potuto sopravvivere. Questo concetto va a sua volta correlato con l’analisi di eventuali restauri pregressi e con il modo in cui questi sono stati realizzati. Infatti, può anche accadere che l’analisi di tali restauri abbia comportato un contributo negativo, anziché positivo, per la conservazione della struttura. Le situazioni di questo tipo possono essere maggiormente pericolose proprio dal punto di vista della sicurezza sismica. Da qui, può emergere la necessità di procedere con operazioni che potrebbero essere definite di derestauro, cui consegue la necessità di un nuovo progetto di intervento. Tale è il caso che riguarda alcune parti delle strutture presenti nel Palazzo Pretorio di Anghiari, oggi sede comunale. Il collaudo della storia, tuttavia, risulta spesso insufficiente nei riguardi della prevenzione dal rischio sismico, in quanto una costruzione storica potrebbe non essere stata mai colpita da terremoti violenti, come per esempio quelli di intensità analoghe a quelle oggi assunte dalle norme per valutare la sicurezza nei riguardi dei differenti stati limiti di danno o di collasso. Questo sembra essere però solo in parte il caso in esame, in quanto la realtà sismica del Comune di Anghiari è ben nota e la Valtiberina è stata più volte interessata da eventi sismici molto importanti. Sono ampiamente documentati i lavori eseguiti nel 1764 a seguito di un evento sismico ed ancora più in particolare del 1917, con epicentro a distanza inferiore a 10 km, che probabilmente è stato quello di maggior rilievo che ha interessato la costruzione e le trasformazioni su di esso intervenute (come i grandi contrafforti verso valle). La conoscenza di questi lavori è risultata fondamentale per poter definire meglio le scelte degli interventi strutturali proposti in fase progettuale.

Palazzo Pretorio: (a sinistra) Analisi dei meccanismi di collasso della struttura posta a valle come descritti in un disegno del 1764 (A.S.C.A.pr., Filza n°285). (a destra) I contrafforti che osserviamo oggi sono stati realizzati nel 1935, anche a seguito dei dissesti rilevati dopo il terremoto del 1917, in sostituzione di precedenti opere provvisionali in muratura.

E’ fondamentale qui annotare che il progetto di restauro del Palazzo Pretorio in Anghiari è stato redatto in conformità a quanto predisposto dalla «Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri per la valutazione e la riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzioni» (Suppl. Ord. alla G.U. n. 24 del 29.1.2008). L’applicazione delle Linee Guida al progetto di Restauro di Palazzo Pretorio in Anghiari ha consentito di perseguire importanti finalità:
- Intraprendere un corretto percorso metodologico per la conoscenza della fabbrica storica, individuando e documentando in modo esaustivo tutte le trasformazioni della stessa dal XIV al XXI secolo.
- Raggiungere un livello di conoscenza puntuale della struttura e delle sue trasformazioni avvenute nel corso dei  secoli, al fine di valutare la sicurezza sismica del Palazzo.
- Programmare interventi adeguati e compatibili con le caratteristiche materiche, strutturali e distributive della fabbrica.
La finalità principale è stata quella di formulare, nel modo più oggettivo possibile, una valutazione finale sulla sicurezza e sulla conservazione del bene, garantite dall’intervento di miglioramento sismico, secondo quanto previsto anche dall’art. 29 del Codice dei Beni Culturali (D. Leg.vo 42/2004).


Palazzo Pretorio in Anghiari (foto: archivio Niglio)

L'analisi storico-archivistica, il rilievo e le indagini
Ai fini di una corretta individuazione del sistema resistente e del suo stato di sollecitazione è stato molto importante procedere prima con la ricostruzione dell’intera storia costruttiva del Palazzo Pretorio di Anghiari, ossia del processo di costruzione e delle sue successive modificazioni nel tempo del manufatto. In particolare è stata evidenziata la successione realizzativa delle diverse porzioni di fabbrica, al fine di individuare le zone di possibile discontinuità e disomogeneità del materiale impiegato, sia in pianta che in alzato (parti aggiunte, sostituzioni di orizzontamenti, ecc), come prescritto anche dal punto 4.1.5. delle Linee Guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzioni. Ciò in quanto la nostra area di studio si trova in zona di interesse sismico, come indicato dal Servizio Sismico Regionale Toscano e quindi soggetta alle prescrizioni indicate dalle recenti Ordinanze Ministeriali anche per i beni tutelati (Ordinanza PCM 3274/03 e s.m. del 2005 e Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni – gennaio 2008).
La storia dell’edificio viene qui utilizzata anche come uno degli strumenti di controllo e verifica della risposta dell’edificio a particolari eventi naturali o antropici e delle sue conseguenti trasformazioni. Vengono pertanto ad essere identificati gli eventi subiti, soprattutto quelli più significativi e traumatici, ed i corrispondenti effetti, accertabili per via documentale (fonti scritte o iconografiche) o tramite un rilievo analitico diretto del manufatto che abbiamo eseguito con molta attenzione e a cui è seguito un dettagliato rilievo del degrado materico.
La conoscenza della risposta della costruzione ad un particolare evento traumatico (sisma, vento, danni antropici) ci ha consentito di identificare un modello qualitativo di comportamento della struttura, tenendo ben presenti soprattutto le modifiche intercorse nella costruzione ed in particolare ai lavori eseguiti a partire dal 1764 ed ancora nel 1884 e per tutto il XX secolo. Questa analisi è stata fondamentale anche per la definizione dei meccanismi di danno maggiormente critici e per definire i modelli di calcolo più attendibili che sono stati presi in considerazione e sviluppati preliminarmente alla proposta di intervento.

A.S.C.A.pr. Fondo Atti relativi all’amministrazione della Comunità di Anghiari, Filza n°285, (Piante Palazzo Pretorio) 1700-1776, carte sciolte,(inventario del 19 0ttobre 1959). Pianta del piano terra

Nell’insieme il Palazzo Pretorio presenta un buon livello di conservazione i cui problemi attualmente rilevanti sono strettamente connessi alla storia delle trasformazioni della fabbrica di origini trecentesche.
Questo percorso conoscitivo è stato poi confermato da un rilievo geometrico dettagliato.
La rappresentazione dei risultati del rilievo è stata effettuata attraverso piante, alzati e sezioni oltre che con particolari costruttivi di dettaglio. Completata questa operazione, si è proceduto, all’interno del rilievo geometrico complessivo, alla identificazione dello schema strutturale resistente. Poiché il rilievo geometrico serve a definire la geometria del modello da utilizzare nell’analisi sismica, i suoi vincoli ed i carichi agenti, è stato opportuno rilevare tutte le informazioni necessarie, per consentire un’analisi di tipo strutturale che è stata esaminata in dettaglio in fase di progetto definitivo. In particolare sono stati individuati i punti più significativi per un modello di calcolo, quali imposte degli orizzontamenti e dei sistemi archivoltati, entità dell’appoggio degli stessi sulle murature.. Inoltre sono state determinate le masse degli elementi e i carichi gravanti su ogni elemento di parete. Tutto questo bagaglio conoscitivo è stato poi a sua volta verificato anche mediante puntuali indagini quali: endoscopie sulle murature, prove chimiche e penetrometriche sulle malte, prove soniche e resistograph sulle travi di legno, tutte prove che hanno consentito di verificare l’effettivo stato di conservazione delle strutture e di ricavare dati utili ai fini del modello di calcolo. Il progetto diagnostico è stato eseguito dalla UNILAB srl. Spin Off dell’Università di Perugia su indicazione dei progettisti.


Palazzo Pretorio di Anghiari. Prospetto principale (foto: Archivio Niglio)

Il progetto
Il progetto di restauro di Palazzo Pretorio è stato finalizzato principalmente a valorizzare gli spazi interni mediante una riorganizzazione delle principali funzioni.
Al piano terra si prevede di restaurare tutti gli ambienti storici, in particolare le antiche segrete ed alcuni vani interrati, inserendo il tutto all’interno di un percorso espositivo museale del Palazzo. In tal modo la maggioranza del piano terra verrebbe così ad assolvere ad una funzione culturale di grande prestigio sia per il paese che per il territorio circostante. Restano ad uffici i locali già attualmente destinati a questa funzione. Diversamente al piano superiore sono riorganizzate le funzioni amministrative anche in previsione di importanti opere di demolizione di tramezzi impropriamente costruiti alla fine del XIX secolo.

Palazzo Pretorio: (a sinistra) “La Giustizia” opera attribuita ad Antonio Gorgieri, pittore fiorentino (secolo XV); (a destra) Particolare dell’atrio principale del Palazzo con resti di dipinti medievali (foto: Archivio Niglio)

Le opere principali previste sono state le seguenti:
1) Riorganizzazione e valorizzazione degli ambienti storici del Palazzo al piano terra comprendendo alcuni vani interrati. Da qui l’apertura di una scala in parte esistente e posta nell’angolo nord dell’atrio d’ingresso (antica scala già presente nel XVIII secolo come da disegni di archivio) che consente di organizzare un interessante percorso museale del Palazzo Pretorio con il recupero delle antiche segrete.
2) Valorizzazione dell’atrio principale dove si conservano affreschi di pregio e stemmi vicariali.
3) Messa in opera di un ascensore per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
4) Svuotamento dei vani interrati posti sotto gli uffici tecnici (lato sud) per consentire un’ispezione della zona di fondazione e conoscere con esattezza le caratteristiche di appoggio del Palazzo al terreno sottostante.
5) Saranno previste le sostituzioni di tutti gli infissi degli uffici fatta eccezione per gli infissi del prospetto principale (lato est). All’interno saranno poi conservate tutte le porte storiche (di cui si è realizzato un apposito abaco completo sia di porte che di finestre) mentre si prevederà di sostituire alcune porte di moderna e modesta fattura.
6) Al piano primo l’intervento più delicato sarà quello di demolire le tramezzature degli attuali uffici destinati a Segreteria e Segretario Comunale in quanto scaricano direttamente in falso sul solaio sottostante. La demolizione dei tramezzi consente di ripristinare gli spazi originari di questa parte della struttura anche se alcun collegamenti trasversali sono venuti del tutto meno e saranno recuperati strutturalmente mediante messa in opera di tiranti.

Da un punto di vista strutturale, gli interventi sono molto localizzati, calibrati e valutati “caso per caso”. In generale si prevede di ripristinare, su tutto il perimetro della fabbrica ed al suo interno, i collegamenti trasversali e longitudinali che sono venuti del tutto a mancare, mediante appositi tiranti a vista messi in opera sia al piano terra che al piano primo come indicato nei grafici di progetto; il consolidamento delle volte dall’estradosso mediante svuotamento e messa in opera di frenelli su cui appoggiare il nuovo massetto di calpestio; il consolidamento dei solai lignei, in particolare del solaio della Sala Consiliare e del relativo soffitto. Nell’atrio principale in corrispondenza delle arcate (lato sud), realizzate nel 1935 e che a differenza di quelle del lato nord saranno conservate, verrà previsto un rinforzo murario e la messa in opera di un tirante trasversale necessario per il controllo anche di un leggero fenomeno di sganciamento che interessa il prospetto principale del Palazzo.

Palazzo Pretorio. Dettaglio del prospetto principale caratterizzato da stemmi vicariali
documentati dal XIV al XIX secolo (foto: Archivio Niglio)


DATI DEL PROGETTO
Committente: Comune di Anghiari (Sindaco Danilo Bianchi)
Anno: 2007-2009 (progetto)
Responsabile del procedimento: Ing. Enrico Montini
Supervisione: Regione Toscana (Servizio sismico), Soprintendenza BAPPSAD di Arezzo
Progettisti incaricati: Dott. Arch. Olimpia Niglio (restauro architettonico), Prof. Ing. Alberto Parducci (analisi sismica)
Collaboratori e consulenti
Geologia - Dott. Paolo Silvestrelli (Arezzo), Dott. Riccardo Bistocchi, TecnoGeo (Perugia)
Strutture - Prof. Ing. Marco Mezzi e Dott. Ing. Enrico Tomassoli (Università di Perugia)
Impianti - Dott. Ing. Marco Biagioli, Biagioli e Moretti Studio Associato (Arezzo)
Diagnostica - UNILAB srl Spin Off, Università di Perugia